Pensioni 2026: aumenta il costo della ricongiunzione rateale per i liberi professionisti
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Nel 2026 diventa più oneroso rateizzare il pagamento della ricongiunzione contributiva per i liberi professionisti. L’INPS, con la circolare n. 5/2026, ha infatti aggiornato le tabelle per la determinazione degli importi dovuti in caso di pagamento dilazionato degli oneri di ricongiunzione ai sensi della legge n. 45/1990.
L’incremento è legato all’andamento dell’inflazione: l’ISTAT ha registrato per il 2025 una variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati pari a +1,4%, valore che incide direttamente sul tasso di interesse applicato alle rate. Nel 2025, lo stesso parametro si era fermato allo 0,8%, rendendo quindi meno costosa la rateizzazione rispetto a quanto accadrà per le domande presentate nel 2026.
Chi è interessato
La novità riguarda i liberi professionisti che intendono trasferire la contribuzione:
- da una Cassa professionale verso l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o verso forme sostitutive o esclusive della stessa;
- dall’AGO o da altre gestioni verso una Cassa professionale;
- tra diverse Casse professionali.
La ricongiunzione consente di accentrare la posizione assicurativa presso un’unica gestione previdenziale, ma comporta un onere economico a carico dell’interessato.
Come si calcola l’onere di ricongiunzione
Il criterio di calcolo varia a seconda dei periodi da trasferire:
Periodi con quota retributiva (anzianità maturata al 31 dicembre 1995 pari o superiore a 18 anni):
L’onere è determinato in base alla riserva matematica, che tiene conto di:
- età dell’assicurato,
- anzianità contributiva complessiva,
- retribuzione di riferimento.
I contributi trasferiti sono maggiorati di un interesse del 4,5%.
Periodi con quota contributiva (anzianità inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995):
In questo caso non si applica la riserva matematica: l’onere è calcolato con il sistema dell’aliquota percentuale, cioè applicando l’aliquota contributiva obbligatoria vigente nella gestione di destinazione al momento della domanda.
Pagamento rateale: perché costa di più nel 2026
La legge consente di pagare l’onere di ricongiunzione in forma rateale (art. 2, comma 3, L. 45/1990). Il numero massimo di rate mensili non può superare la metà delle mensilità corrispondenti ai periodi ricongiunti.
Sulle rate si applica però un interesse annuo composto collegato al tasso medio annuo di variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, riferito ai 12 mesi che si concludono il 31 dicembre dell’anno precedente.
Poiché il dato 2025 è pari a +1,4%, l’INPS ha aggiornato:
- le tabelle per il calcolo della rata mensile costante;
- le tabelle per la determinazione del debito residuo in caso di interruzione del pagamento prima dell’estinzione del debito.
Il risultato pratico è un aumento dell’importo complessivo dovuto da chi sceglie la rateizzazione per le domande presentate nel 2026.
Un aspetto da valutare con attenzione
La ricongiunzione può rappresentare una scelta strategica per migliorare l’assetto previdenziale e semplificare il futuro trattamento pensionistico, ma si tratta di un’operazione tecnicamente complessa e spesso costosa. L’aumento degli interessi di rateazione rende ancora più importante valutare:
- la convenienza effettiva dell’operazione;
- l’impatto sulla misura della futura pensione;
- l’eventuale presenza di alternative più vantaggiose (come totalizzazione o cumulo).
Conclusioni
Le novità introdotte per il 2026 confermano quanto sia fondamentale non prendere decisioni previdenziali basandosi solo su valutazioni approssimative. Anche una variazione apparentemente contenuta dei tassi può incidere in modo significativo sull’importo finale da versare.
Proprio per questo, alla luce delle recenti modifiche, è consigliabile verificare la propria posizione contributiva e simulare gli effetti della ricongiunzione prima di presentare domanda. C&P attraverso il supporto di professionisti specializzati offre un servizio di analisi previdenziale personalizzata consentendo di individuare la soluzione pensionistica più adatta e sostenibile.