Erogazione frazionata del capitale: la nuova prestazione della previdenza complementare dal 31 ottobre 2026
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Dal 31 ottobre 2026 diventa operativa una delle principali novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) in materia di previdenza complementare: l’erogazione frazionata del montante accumulato. Le modalità attuative sono state chiarite dalla COVIP con la deliberazione del 25 giugno 2026, mentre la decorrenza è stata fissata al 31 ottobre dal differimento previsto in sede di conversione del Decreto Lavoro (art. 16-ter, L. 112/2026). I fondi pensione hanno tempo fino al 31 dicembre 2026 per adeguare regolamenti e procedure, quindi le prime richieste potrebbero richiedere qualche settimana per essere gestite.
Si tratta di una prestazione alternativa alla classica rendita vitalizia: il capitale accumulato viene restituito all’iscritto a rate, per un numero di anni deciso da lui, senza essere convertito in una rendita calcolata sulla speranza di vita.
Perché è una novità importante
Finora, chi andava in pensione poteva scegliere, in sostanza, tra la rendita vitalizia e la liquidazione in capitale (nei limiti di legge). L’erogazione frazionata introduce una via di mezzo, più flessibile, con due vantaggi principali:
- maggiore controllo sul proprio capitale: è l’aderente a decidere per quanti anni e con quale cadenza riceverlo;
- tutela degli eredi: se il beneficiario muore prima della fine del piano, il montante non ancora erogato non va perso, come può accadere con una rendita vitalizia priva di reversibilità, ma viene riscattato dai beneficiari designati.
Chi può richiederla: i requisiti
I requisiti sono gli stessi previsti per le altre prestazioni pensionistiche complementari. Occorre:
- aver maturato i requisiti per la pensione nel proprio regime obbligatorio (ad esempio pensione di vecchiaia o pensione anticipata);
- aver cessato l’attività lavorativa;
- essere iscritti a una forma di previdenza complementare da almeno cinque anni.
Durata e cadenza delle rate
Il paletto normativo è uno solo: la durata dell’erogazione non può essere inferiore a cinque anni. Non esiste un legame con la speranza di vita, quindi l’importo non viene ridotto da calcoli attuariali.
Al momento della richiesta l’iscritto indica:
- il numero di anni del piano (da cinque in su);
- la periodicità delle rate, che non può essere più frequente del mese né più rara dell’anno.
Sarà ogni forma pensionistica a stabilire nel proprio regolamento quali cadenze rendere disponibili e, se lo ritiene, un importo minimo per singola rata. È quindi consigliabile verificare le regole del proprio fondo prima di decidere.
Come si calcola la rata
Chiedere il frazionamento non significa incassare subito tutto il capitale. La parte non ancora erogata resta investita nel comparto del fondo fino all’ultima rata, e continua quindi a produrre rendimenti (o, nei periodi negativi, a subire perdite).
Per questo l’importo delle rate non è fisso. Nei fondi che operano “per quote”, a ogni scadenza viene liquidato un numero costante di quote, pari al totale delle quote convertite diviso il numero delle rate previste. Il controvalore in euro dipende dal valore della quota alla data di pagamento.
La fiscalità: il punto da valutare con più attenzione
Qui la nuova prestazione è meno vantaggiosa delle altre. Per le prestazioni ordinarie la ritenuta parte dal 15% e scende fino al 9% (0,30 punti in meno per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo). Per l’erogazione frazionata, invece, l’aliquota:
- parte dal 20%;
- si riduce di 0,25 punti per ogni anno oltre il quindicesimo;
- non può scendere sotto il 15%.
|
Anni di partecipazione |
Aliquota erogazione frazionata |
Aliquota prestazioni ordinarie |
|
15 |
20% |
15% |
|
20 |
18,75% |
13,5% |
|
35 |
15% |
9% |
Chi ha una lunga anzianità di iscrizione limita il divario, ma la differenza di sei punti percentuali resta. Per questo la scelta va ponderata in base ai propri obiettivi.
Quando può essere utile
L’erogazione frazionata può essere interessante per chi:
- ha bisogno di liquidità nei primi anni di pensione, per esempio per colmare un periodo di transizione o sostenere spese importanti;
- desidera mantenere il capitale investito per beneficiare dei rendimenti del fondo durante il piano;
- vuole tutelare gli eredi designando i beneficiari del capitale residuo.
Sono possibili anche soluzioni miste. Un esempio: riscuotere in un’unica soluzione la quota di capitale che la normativa consente (con la tassazione agevolata dal 15% al 9%) e destinare la parte restante all’erogazione frazionata. Oppure, per sfruttare al massimo i risultati della gestione, indirizzare l’intero montante verso questa prestazione. Le combinazioni ammesse e i limiti dipendono dal proprio regime e dal periodo di iscrizione, quindi vanno verificati caso per caso.
Un esempio pratico
Ipotizziamo un montante di 100.000 euro, 35 anni di partecipazione (aliquota del 15%), durata di cinque anni, rate mensili e un rendimento annuo costante del 2%.
|
Anno |
Capitale residuo medio |
Rata lorda mensile media |
Ritenuta (15%) |
Rata netta mensile media |
|
1° |
≈ 90.900 € |
≈ 1.685 € |
≈ 253 € |
≈ 1.432 € |
|
2° |
≈ 72.100 € |
≈ 1.718 € |
≈ 258 € |
≈ 1.461 € |
|
3° |
≈ 52.500 € |
≈ 1.753 € |
≈ 263 € |
≈ 1.490 € |
|
4° |
≈ 32.100 € |
≈ 1.788 € |
≈ 268 € |
≈ 1.520 € |
|
5° |
≈ 10.900 € |
≈ 1.824 € |
≈ 274 € |
≈ 1.550 € |
In media, l’iscritto incasserebbe quindi circa 1.490 euro netti al mese per cinque anni. Gli importi sono indicativi: il rendimento reale varia nel tempo e la ritenuta effettiva dipende dalla composizione del montante (parti già tassate, rendimenti, periodo di maturazione).
Conclusioni: perché conviene fare una verifica personalizzata
L’erogazione frazionata è una novità positiva, perché amplia le possibilità di scelta di chi si avvicina alla pensione. Ma è anche una decisione delicata: incide su liquidità, tassazione, rendimenti e pianificazione successoria, e in generale non è modificabile a piacimento una volta avviata. Rendita vitalizia, capitale, rendita a durata definita, prelievi liberi o erogazione frazionata: quale sia la formula migliore dipende dalla posizione contributiva, dall’anzianità di iscrizione, dal fondo e dalle esigenze di ciascuno.
Per questo, anche alla luce delle novità appena introdotte, è opportuno verificare la propria posizione previdenziale e farsi affiancare nell’analisi della soluzione pensionistica più adatta. I nostri professionisti possono controllare la tua pensione, simulare le diverse opzioni e aiutarti a scegliere con consapevolezza. Contattaci per una verifica personalizzata della tua situazione.