Bonus aggiuntivo sulla tredicesima: cosa cambia per i pensionati

Bonus aggiuntivo sulla tredicesima: cosa cambia per i pensionati

L’INPS ha disposto l’erogazione — con la rata di dicembre 2025 — di un importo aggiuntivo legato alla tredicesima per una platea selezionata di pensionati. Nell’articolo spieghiamo la disciplina, i requisiti principali, le modalità di pagamento e di controllo, i profili di rischio/attenzione.

Che cos’è l’“importo aggiuntivo” sulla tredicesima e perché viene erogato

Oltre alla tradizionale tredicesima (la mensilità aggiuntiva corrisposta a dicembre), per specifiche fasce di pensione e soglie di reddito è previsto un importo aggiuntivo previsto dalla normativa (ricondotto alla legge 23 dicembre 2000, n. 388) che mira a sostenere i pensionati con trattamenti modesti. Per l’anno 2025 tale importo è stato predisposto dall’INPS e liquidato con la rata di dicembre 2025.

A chi spetta: requisiti economici e tipologie di pensione

I requisiti concreti da conoscere sono due essenziali criteri di verifica:

  • Soglia di importo annuo della pensione: il beneficio è rivolto principalmente a pensioni di ammontare annuo entro specifiche soglie (il pagamento pieno è collegato a un livello di pensione annua contenuto; in passato soglie analoghe si erano collocate in prossimità di 7.900–8.100 euro annui).
  • Limiti di reddito personale e familiare: la spettanza è subordinata al reddito personale e, per i coniugati, al reddito familiare complessivo (per esempio nelle circolari e nei chiarimenti INPS si fa riferimento a soglie come 11.766,30 euro per il reddito personale e 23.532,60 euro per il reddito familiare).

Sono esclusi in modo ricorrente i trattamenti di natura assistenziale e alcune prestazioni erogate all’estero o le pensioni che risultino esclusivamente integrative/assicurative secondo l’iscrizione al Casellario centrale. L’INPS ha precisato quali gestioni sono coinvolte e le esclusioni nel proprio messaggio operativo.

Quanto vale il bonus (importo indicativo) e come viene riportato nel cedolino

Per il 2025 l’importo aggiuntivo segnalato dalle comunicazioni informative è circa 154,94 euro (importo unitario che viene indicato in cedolino come “Importo Aggiuntivo (Legge 388/2000) – Credito Anno 2025”). L’erogazione è stata disposta in via provvisoria in attesa di verifiche reddituali successive.

Tempistiche e modalità di pagamento

L’importo è stato accreditato con la rata di dicembre 2025 per i soggetti ritenuti a prima valutazione beneficiari. L’INPS ha precisato che il pagamento è effettuato in via provvisoria: successivamente saranno svolte le verifiche sui dati reddituali per confermare la spettanza definitiva o per eventualmente recuperare indebiti. I pensionati non gestiti direttamente dall’INPS riceveranno l’accredito tramite la rispettiva Cassa professionale segnalata dal Casellario centrale.

Profili di attenzione pratici e rischi per i pensionati

  1. Pagamento provvisorio e controlli successivi — l’erogazione anticipata non garantisce la definitiva spettanza: in caso di incongruenze reddituali l’INPS può chiedere il recupero. È fondamentale che il cedolino venga conservato e che il pensionato verifichi il proprio fascicolo previdenziale.
  2. Errori di identificazione o omissioni — possono verificarsi casi in cui il pagamento non tocchi chi ne ha diritto (es. posizione contributiva non aggiornata, errori nel Casellario). In questi casi vanno attivate verifiche documentali.
  3. Compatibilità con altre misure — bisogna verificare l’interazione con altri trattamenti assistenziali o benefit esenti/tassati: la natura dell’importo e il suo trattamento fiscale possono variare a seconda della posizione del pensionato.

Cosa controllare sul cedolino e nella documentazione del pensionato

  • Voci del cedolino: presenza di “Importo Aggiuntivo (Legge 388/2000) – Credito Anno 2025” e relativo importo.
  • Verificare la dichiarazione dei redditi e la corrispondenza dei dati fiscali comunicati all’INPS; eventuali incongruenze tra redditi dichiarati e dati in possesso dell’INPS sono la principale causa di rettifiche post-pagamento.
  • Controllare l’iscrizione corretta al Casellario centrale dei pensionati qualora il soggetto sia gestito da una cassa professionale.

Procedura di contestazione e tutela: i passi fondamentali

Se il cliente ritiene che l’importo non sia stato riconosciuto pur avendone diritto, o sia stato erogato indebitamente, i passaggi operativi sono:

  1. Richiesta di estratto conto e copia del cedolino INPS (o della Cassa competente).
  2. Verifica documentale dei redditi e dei periodi di pensione congiuntamente al confronto con i dati in Anagrafe tributaria / dichiarazioni presentate.
  3. Presentazione istanza all’INPS per riesame o rettifica o reclamo amministrativo.
  4. Se la via amministrativa non risolve, valutazione del ricorso giurisdizionale nei termini di legge, con assistenza legale specializzata.

Breve nota fiscale

L’importo aggiuntivo, trattandosi di una misura collegata alla previdenza, ha un trattamento fiscale e contributivo che può dipendere dalla natura della prestazione e dalla normativa vigente; pertanto è opportuno verificare specificamente se e come il bonus incide nell’IRPEF o in altre detrazioni del cliente.

Conclusioni e consigli finali

L’approvazione dell’importo aggiuntivo sulla tredicesima rappresenta una misura di sostegno concreta per molti pensionati con trattamenti e redditi contenuti. Tuttavia, trattandosi di un’erogazione basata su requisiti specifici e soggetta a verifiche successive, è fondamentale prestare attenzione alla propria posizione previdenziale e reddituale, verificando con cura il cedolino di dicembre e la correttezza dei dati comunicati agli enti competenti.

Riassumendo, i consigli utili per i pensionati sono:

  • controllare il cedolino di pensione di dicembre per accertare la presenza dell’importo aggiuntivo;
  • verificare la coerenza tra redditi dichiarati e dati in possesso dell’INPS o della Cassa previdenziale;
  • conservare tutta la documentazione fiscale e previdenziale rilevante;
  • attivarsi tempestivamente in caso di mancata erogazione o di dubbi sulla legittimità dell’importo ricevuto, per evitare recuperi futuri o la perdita di un diritto.

Affidarsi a una società di servizi legali e previdenziali consente di ricevere un’assistenza qualificata nella verifica dei requisiti, nella gestione dei rapporti con l’INPS e nella tutela dei propri diritti, anche in caso di contestazioni o contenziosi. Un supporto professionale rappresenta la soluzione più efficace per affrontare con serenità e consapevolezza ogni aspetto legato alla pensione e alle prestazioni accessorie. Consulcesi & Partners resta a disposizione per supportare lavoratori e professionisti.

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